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Federico Rampini

Teatro Filippini 6 giugno 2011

“Un Mostro di Bravura”, così Simone Incontro, citando la prima pagina del Foglio del 24 giugno 2009 presenta Federico Rampini ,  ritornato il 6 giugno a Verona per l’evento organizzato al Teatro Filippini dalla Fondazione Aida per la presentazione del suo libro “Occidente Estremo” edito da Mondadori. Simone Incontro, che modera l’evento, prosegue con una breve lettura dell’articolo del Foglio che lo definisce <<molto appartato benchè al centro del mondo,….lì dove le cose importanti succedono,….. Il centro del mondo è la Cina…il centro del mondo è New York…>>

Nella biografia dei partecipanti al recente congresso dell’Economia di Trento Federico Rampini è ricordato come “saggista, editorialista,  attualmente corrispondente della Repubblica da New York dopo esserlo stato per 5 anni da Pechino”  ed è commentando la sua recente partecipazione al festival dell’economia di Trento, “dove è possibile confrontarsi con i problemi dell’economia globale”  e dove  ”si riunisco gli esperti economisti dal mondo intero” e dove nei giorni del festival “è possibile incontrare più premi nobel che dentro Harvad”  e con “pubblico intervenuto da tutta Italia”,  che Federico Rampini apre  la serata.

Attualmente accreditato alla Casa Bianca ha il privilegio di poter seguire Obama nei suoi viaggi all’estero.


La prima parte del suo libro descrive un’America molto diversa da oggi. La storia di Occidente Estremo è un condensato di storie, racconti, luoghi, degli ultimi 12 anni della sua vita, partendo dal balzo fatto in California quando il tasso di disoccupazione era solo al 3 %. A San Francisco si trasferi da Milano proprio per capire cosa stava succedendo in quello straordinario laboratorio di innovazioni. Dalla West Cost sono partite tutte le più importanti innovazioni degli ultimi 40 anni che hanno cambiato il mondo. Poi il motore del progresso ha iniziato a spostarsi  lentamente verso la Cina dove Rampini si trasferisce nel 2004 quando la Cina stava imparando a diventare  brava come l’America che nei 5 anni successivi in certi versi ha superato fino ad eccellere anche nello studio e nei concorsi internazionali.  Il suo ritorno nel 2009 in America, questa volta a New York è stato il ritorno in un’ America decadente, stremata dalla disoccupazione al 9% , dal debito pubblico al record storico dalla seconda guerra mondiale, ma anche decadente fisicamente. Mentre la Cina ha spinto l’acceleratore per evitare la recessione ed ora tutto in Cina è nuovo fiammante e funziona alla perfezione, a New York tutto casca a pezzi e la decadenza coinvolge anche le persone per il 30% affette da forme  di obesità elevata. Nonostante ciò l’America multietica  resta la fabbrica mondiale delle idee che la Cina assembla. La Cina non riesce  a replicare la multietnicità e non vuole replicare la democrazia e ciò fa si che difficilmente possa diventare la fabbrica delle idee. Gli Stati Uniti  sono  un paese sempre più in difficoltà a misurarsi con il progresso cinese ma il sogno americano non è però finito.

(Nel video allegato è possibile seguire tutto il suo intervento e il  dibattito con il numeroso pubblico intervenuto al Teatro Filippini)

Gabriele Di Cesare

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