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OPENDATA … il caso del raddoppio dei Carcinomi Mammari nell’ASL 22 della Regione Veneto

Il libero accesso alla consultazione di dati sanitari mette a disposizione di chiunque sia interessato informazioni preziose per comprendere la qualità dei servizi erogati dalle strutture sanitarie sia pubbliche che private accreditate.

Per questi scopi un’ottimo strumento, utilissimo anche per indirizzare gli addetti ai lavori negli interventi di miglioramento dei servizi sanitari, è quello messo a disposizione dall’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) che tramite il portale PNE (Programma Nazionale Esiti) mette annualmente a disposizione la valutazione degli esiti degli interventi sanitari, definita come “Stima, con disegni di studio osservazionali (non sperimentali), dell’occorrenza degli esiti di interventi/trattamenti sanitari. “

Sono ad esempio disponibili i dati relativi alla mortalità a 30 giorni per infarto miocardico, suddivisi per asl ed anche per singola struttura, permettendo ciò confronti con la media nazionale o con i dati di altre strutture o asl. La valutazione dei risultati ottenuti può guidare la necessità o meno di miglioramento e la necessità dell’ impegno di risorse finanziare.

L’accesso al portale PNE2014, relativo agli esiti del 2013, è possibile , previa libera registrazione.

Esistono però altri strumenti per la consultazione di dati non ancora trattati dal programma PNE. Ad esempio i registri tumori ed i report che annualmente da essi vengono elaborati.

Dal sito del Registro Tumori della Regione Veneto  è ad esempio possibile consultare i rapporti annuali relativi alle attività di screening effettuata in tutte le Asl del Veneto

Analizzando le tabelle riassuntive dell’ultimo rapporto ad oggi disponibile, il 2012-2013 si osserva un più alto valore per i casi di neoplasie mammarie individuate nelle residenti nel territorio di competenza dell’Asl 22 rispetto alle altre Asl della Regione Veneto. (tabella n° 3 pag 108 del rapporto).

Le neoplasie maligne identificate nel 2012 sono infatti 50, 9 tra chi entra nello screening per la prima volta (PRIMI ESAMI) e ulteriori 41 per chi effettua l’esame ma si erà già sottoposta allo screening negli anni precedenti (ESAMI SUCCESSIVI) , con un tasso standard per questo gruppo di 8,8 ‰ contro il dato regionale regionale per il 2012 di 5 ‰ e nazionale di 4,3 ‰.

Tasso standardizzato

Neoplasie identificate 2012

Il dato è preoccupante e potrebbe portare chiunque a pensare alla presenza di qualche particolare fattore di rischio responsabile dell’ aumento delle neoplasie maligne nella popolazione femminile residente nel territorio di pertinenza dell’ulss 22.

Che invece non si tratti di una situazione costante nel tempo si ricava dall’analisi degli anni precedenti, ancora una volta possibile consultando i dati riportati dai rapporti annuali pubblicati sul portale del registro tumori del Veneto.

I risultati  relativi al gruppo Esami Successivi, sono quelli riportati nel grafico seguente.

ASL 22 - Screening Mammario - Neoplasie Maligne Identificate Anni 2005-2012

Non dipendendo  il numero elevato delle neoplasie maligne identificate allo screening e l’alto valore del tasso standard da un fattore presente costantemente nel tempo, che cosa quindi è successo ?

La risposta si trova ancora una volta nel rapporto 2012-2013 che sottolinea “il caso dell’ULSS 22, dove la quota di donne che hanno effettuato una mammografia al di fuori dallo screening e che quindi sono state escluse dall’invito è particolarmente elevata: ciò è riconducibile alla chiusura del programma di screening nel corso 2011, che ha portato un elevato numero di donne a rivolgersi altrove “.

Gli alti valori rilevati non sono quindi dovuti a nessun fattore di rischio particolare, ma sono l’effetto dell’interruzione per un lungo periodo nell’ ulss 22 della campagna di screening mammografico.

I programmi di screening per la prevenzione del carcinoma mammario sono presenti in Italia sin dagli inizi degli anni ’90, dopo che numerosi studi ne hanno dimostrato la capacità di ridurre la mortalità e dal 2001 rientrano fra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA, DPCM 29.11.2001) e devono essere garantiti a tutte le donne tra i 50 e i 69 anni residenti sul territorio nazionale.

Viene da chiedersi se i ritardi causati nell’individuazione delle neoplasie maligne abbiano determinato qualche conseguenza in quanto è appurato che solo l’identificazione di una lesione maligna ad uno stadio precoce, quando il tumore è ancora localizzato solo nella mammella, permette interventi locali efficaci e con le minori complicazioni e può assicurare una guarigione completa nella maggioranza dei casi ma dal rapporto non si ricavano ulteriori informazioni né sulle cause di questa interruzione, né sugli esiti sui casi riscontrati.

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